Elenco dei prodotti per la marca Quintodecimo

TRA LE COLLINE D'IRPINIA, L'ELEGANZA DEL GRANDE VINO CAMPANO

Quintodecimo nasce nel cuore dell’Irpinia, a Mirabella Eclano, da un progetto di Luigi Moio e Laura Di Marzio, con l’obiettivo di valorizzare i grandi vitigni autoctoni campani attraverso una viticoltura rigorosa e profondamente legata al territorio. Il nome dell’azienda richiama l’antica storia romana di Aeclanum e testimonia il forte legame con una terra ricca di cultura, tradizioni e vocazione agricola.

I vigneti si estendono tra le colline irpine, a elevate altitudini, in un contesto climatico caratterizzato da forti escursioni termiche, inverni freddi ed estati miti, condizioni ideali per produzioni di grande eleganza e longevità. I terreni argillosi, calcarei e vulcanici conferiscono ai vini complessità, mineralità e profondità aromatica.

L’azienda produce Fiano di Avellino, Greco di Tufo, Falanghina e Taurasi da Aglianico, interpretati con precisione e rispetto dell’identità varietale. Quintodecimo rappresenta oggi una delle eccellenze dell’enologia italiana, simbolo di equilibrio tra ricerca scientifica, tradizione e autenticità territoriale.

STORIA DELLA CANTINA

Nel cuore dell’Irpinia, tra le colline alte e silenziose di Mirabella Eclano, nasce Quintodecimo, una delle cantine più prestigiose della Campania e tra le realtà più autorevoli dell’enologia italiana contemporanea. Qui, nella provincia di Avellino, il paesaggio racconta un Sud diverso: non solo sole e Mediterraneo, ma altitudini importanti, boschi, escursioni termiche, nebbie autunnali e suoli ricchi di minerali, elementi che danno vita a vini profondi, eleganti e longevi.

La cantina è il progetto di Luigi Moio e Laura Di Marzio, nato con l’obiettivo di interpretare l’anima più autentica dell’Irpinia attraverso i suoi grandi vitigni autoctoni. Luigi Moio, professore universitario ed enologo di fama internazionale, ha unito ricerca scientifica, conoscenza del territorio e sensibilità produttiva in una visione chiara: creare vini capaci di esprimere con precisione il legame tra vitigno, suolo, clima e annata.

Il nome Quintodecimo richiama l’antica storia romana di Mirabella Eclano. L’area era attraversata dalla Via Appia e ospitava l’antica città di Aeclanum; dopo la sua distruzione, il piccolo insediamento superstite prese il nome di Quintum Decimum, cioè “quindicesimo miglio” da Benevento. Una scelta che sottolinea il profondo rapporto della cantina con la memoria storica e culturale del territorio.

I vigneti di Quintodecimo si trovano in un contesto particolarmente vocato, tra i 400 e i 600 metri di altitudine, dove il clima appenninico favorisce maturazioni lente, profumi nitidi, acidità equilibrata e grande capacità di evoluzione nel tempo. I terreni, caratterizzati da componenti argillose, calcaree e vulcaniche, contribuiscono a definire vini di notevole complessità, eleganza e identità minerale.

La filosofia produttiva della cantina si basa su una viticoltura attenta e rigorosa, fondata sull’osservazione della singola vigna e sulla valorizzazione di ogni parcella. Nulla è lasciato al caso: ogni scelta, dalla gestione agronomica alla vinificazione, è pensata per preservare l’equilibrio naturale dell’uva e tradurre nel calice la personalità del territorio irpino.

Quintodecimo è oggi riconosciuta per la straordinaria interpretazione dei grandi vitigni campani: Fiano di Avellino, Greco di Tufo, Falanghina e Aglianico. I bianchi esprimono finezza, profondità aromatica e freschezza; il Fiano si distingue per eleganza e longevità, il Greco per tensione minerale e struttura, la Falanghina per il suo profilo floreale e mediterraneo. L’Aglianico, protagonista del Taurasi DOCG, rappresenta invece il cuore più potente e nobile della produzione, con vini intensi, complessi, tannici ma raffinati, capaci di evolvere magnificamente nel tempo.

In cantina, precisione tecnica e rispetto della materia prima convivono con grande naturalezza. Le vinificazioni sono curate nei minimi dettagli, l’uso del legno è misurato e ogni fase dell’affinamento mira a ottenere vini armoniosi, profondi e fedeli alla loro origine. L’obiettivo non è creare vini costruiti, ma bottiglie autentiche, capaci di raccontare l’Irpinia del vino con eleganza e personalità.

Quintodecimo rappresenta quindi molto più di una cantina: è un progetto culturale, agricolo ed enologico che unisce scienza, territorio, storia e bellezza. Ogni etichetta nasce da una visione precisa e raffinata, in cui la forza dell’Appennino campano incontra la sensibilità di una produzione d’eccellenza. Per questo Quintodecimo è considerata oggi uno dei simboli più alti della rinascita del vino campano e una delle espressioni più importanti del grande vino italiano.

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