Rosaspina Calabria Rosato IGP 2025
Rosaspina Calabria Rosato IGP 2025
Rosaspina Calabria Rosato IGP 2025
Rosaspina Calabria Rosato IGP 2025

Rosaspina Calabria Rosato IGP 2025

Spadafora

Rosato in stile provenzale da Greco Nero in purezza, ad alberello tra i 400 e i 500 metri, in 15.000 bottiglie. Una breve macerazione sulle bucce gli dà il colore rosa cipria; affina in acciaio, poi un breve passaggio in barrique e tre mesi in bottiglia. Bouquet floreale con note agrumate nel finale, sorso fresco, morbido e accogliente con un accenno amarognolo. 13% vol. Con primi di pesce, zuppe di crostacei e taglieri, a 10-12 °C. Con la sua vendita Spadafora sostiene l'associazione "Una Mano sul Cuore".

11,50 €
iva inclusa

 

Rosaspina è il rosato di Spadafora, in stile provenzale, e porta un nome con un doppio significato: la rosa è l'emblema della femminilità, la spina il dolore che la vita può riservare quando meno ce lo si aspetta. Il nome è legato allo scopo dell'etichetta: con la sua vendita la cantina sostiene l'associazione "Una Mano sul Cuore", che si occupa di informazione e prevenzione contro le malattie oncologiche femminili.

CARATTERISTICHE ORGANOLETTICHE

  • Il colore è un rosa cipria scarico, con delicati riflessi rubino che in gioventù tendono al porpora.
  • Al naso il bouquet floreale è caratteristico, intenso e persistente, con piacevoli note agrumate nel finale.
  • In bocca è delicato e fresco, di buona acidità, morbido e accogliente, con un accennato retrogusto amarognolo. Grado alcolico 13% vol.

ABBINAMENTI GASTRONOMICI

È particolarmente indicato con i primi piatti di pesce – linguine agli scampi, risotto alla pescatora – e con le zuppe di crostacei. Ottimo anche con un tagliere di salumi e formaggi poco stagionati, come il primo sale.

Si serve fresco, a 10-12 °C.

IL TERRITORIO E IL VITIGNO

Le uve hanno una provenienza prevalentemente collinare, a un'altitudine media tra i 400 e i 500 metri. Il vitigno è il Greco Nero in purezza, autoctono calabrese, allevato tradizionalmente ad alberello con una resa limitata a circa 80 quintali per ettaro.

VINIFICAZIONE E AFFINAMENTO

La vendemmia si svolge da metà a fine settembre, quando l'acidità è bilanciata da una buona maturazione zuccherina. Dopo una pressatura soffice, le uve fanno una breve macerazione a contatto con le bucce, quanto basta per estrarre il delicato colore rosa cipria. La fermentazione avviene in acciaio a temperatura controllata.

L'affinamento avviene prima in acciaio, poi con un breve ma fondamentale passaggio in barrique, e infine con tre mesi in bottiglia. Ne vengono prodotte 15.000 bottiglie.

PREMI E RICONOSCIMENTI

Il Rosaspina è presente con valutazioni lusinghiere nelle principali guide di settore ed è stato tra i finalisti del Merano Wine Festival. Nel 2018 la guida AIS VITAE gli ha assegnato il premio "Freccia di Cupido", per l'intensa reazione emozionale provocata nel degustatore; nello stesso anno si è classificato primo al concorso "La Vie En Rosé". Ha poi ottenuto il WineHunter Award nel 2019, il Premio Merano nel 2024 e nel 2025 e il Premio AIS Campania nel 2025.

LA CANTINA

Spadafora nasce nel 1915 a Donnici, sulle colline a sud di Cosenza, ed è oggi alla quarta generazione. Dal 1991 la produzione è a Mangone; fra vigneti di proprietà e uve conferite dai produttori della zona la cantina lavora circa 40 ettari.

Formato
cl. 75
Provenienza
Calabria
Annata
2025
Tipologia
Greco nero
Classificazione
Calabria IGP
Abbinamenti
Formaggi
Primi di pesce
Salumi
Zuppe di pesce
F285

DAL 1915, SULLE COLLINE DI DONNICI

La Cantina Spadafora nasce nel 1915 a Donnici, un paese sulle colline a sud di Cosenza, quando Ippolito Spadafora si avvicina al mondo del vino iniziando il commercio di vini sfusi tipici del territorio. Da allora quattro generazioni della famiglia hanno legato il proprio nome all'enologia calabrese.

LA SVOLTA DEL 1968

Il passaggio decisivo arriva con Domenico Spadafora, figlio di Ippolito. Vista l'evoluzione del mercato, sceglie una strada nuova: lascia la vendita tradizionale di vino sfuso, realizza una piccola cantina e comincia a imbottigliare i vini tipici, distribuendoli su tutto il territorio regionale. È il momento in cui l'azienda smette di essere un commercio e diventa un produttore.

IL TRASFERIMENTO A MANGONE

Nel 1991 la produzione si sposta da Donnici a Mangone, in una struttura nuova pensata per unire tradizione e tecnologia. L'area complessiva è di 20.000 metri quadrati, di cui 3.000 coperti, ed è suddivisa in tre zone distinte: vinificazione, imbottigliamento, stoccaggio con affinamento del prodotto finito.

I VIGNETI E IL LEGAME CON IL TERRITORIO

La cantina è il punto di riferimento dei produttori della zona di Donnici, legati da anni di collaborazione e dal conferimento delle proprie uve. Queste si aggiungono a quelle dei vigneti di proprietà, per un totale di circa 40 ettari.

Donnici, che è stata una DOC autonoma, è oggi una delle sette sottozone della DOP Terre di Cosenza, insieme a Pollino, Verbicaro, Esaro, Colline del Crati, Condoleo e San Vito di Luzzi: è la denominazione sotto cui escono oggi i vini dell'area.

COME SI LAVORA IN CANTINA

La vinificazione avviene per spremitura soffice delle uve, accuratamente selezionate, con le temperature di fermentazione costantemente controllate per estrarre gli aromi varietali primari. L'affinamento avviene sia in acciaio sia in legno: i vini più importanti riposano in barrique di rovere francese per un periodo che varia dai sei ai dodici mesi, prima dell'imbottigliamento.

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