Calabria · Provincia di Crotone
Vini di Cirò
Quattro comuni affacciati sullo Ionio, un vitigno che porta il nome della terra e duemilacinquecento anni di storia. Quattordici cantine di Cirò nel nostro catalogo, scelte una per una.
Il territorio
Sabbia, argilla e vento di mare
La zona del Cirò occupa una striscia di colline basse fra la Sila e lo Ionio, nei comuni di Cirò e Cirò Marina e in parte di Melissa e Crucoli. I terreni alternano sabbie sciolte di origine marina e argille bianche compatte: le prime danno vini snelli e profumati, le seconde struttura e capacità di invecchiare. È la differenza che si sente passando da una cantina all'altra a pochi chilometri di distanza.
Il vento che sale dal mare tutti i pomeriggi asciuga i grappoli e tiene bassa la pressione delle malattie: è il motivo per cui in questa zona il biologico non è una scelta eroica ma quasi una conseguenza naturale — sette delle quattordici cantine che trattiamo sono certificate biologiche.
Il vitigno è il Gaglioppo, a bacca rossa, di colore mai troppo carico e di tannino vivo. Per il bianco si usa il Greco Bianco, che qui dà vini salati e agrumati, molto lontani dall'idea di bianco meridionale morbido.
La zona di produzione
Schema indicativo, non una mappa in scala. La campitura dorata segna la zona classico, l'unica da cui può nascere il Cirò Classico DOCG.
Il vino degli atleti
La tradizione vuole che il Cirò discenda dal Krimisa, il vino con cui gli abitanti della colonia greca omonima accoglievano gli atleti vincitori dei Giochi di Olimpia. È un racconto tramandato più che un fatto documentato, ma dice qualcosa di vero: qui si fa vino da almeno venticinque secoli, e il Cirò è considerato uno dei vini più antichi ancora in produzione.
Cirò Classico DOCG
La prima DOCG della Calabria
Il 25 luglio 2025 il Cirò Classico è entrato nel registro europeo delle denominazioni protette come DOCG: è il primo vino calabrese a raggiungere il vertice della piramide qualitativa italiana. Non sostituisce il Cirò DOC — gli si affianca, con regole molto più strette e una produzione di poche decine di migliaia di bottiglie.
Cirò DOC
Dal 1969
- Tipologie
- Rosso, Bianco, Rosato
- Vitigno
- Gaglioppo min. 80% (rosso e rosato) · Greco Bianco min. 80% (bianco)
- Zona
- Cirò, Cirò Marina, parte di Melissa e Crucoli
- Alcol minimo
- 12,5% vol rosso e rosato · 11% vol bianco
- Invecchiamento
- Nessun obbligo · 24 mesi per la Riserva
Cirò Classico DOCG
Dal 2025 · solo rosso
- Tipologie
- Solo rosso
- Vitigno
- Gaglioppo min. 90% · fino al 10% Magliocco e Greco Nero
- Zona
- Solo la zona storica di Cirò e Cirò Marina
- Alcol minimo
- 13% vol
- Invecchiamento
- 36 mesi, di cui almeno 6 in legno
Resa massima 80 quintali per ettaro e almeno 4.000 ceppi per ettaro nei nuovi impianti. Le prime bottiglie con la fascetta DOCG arrivano sul mercato in numero limitato.
Le tipologie
Sei modi diversi di chiamarsi Cirò
Le menzioni in etichetta non sono decorazione: dicono da dove vengono le uve, quanto alcol ha il vino e quanto è rimasto in cantina prima di uscire. Ecco cosa cambia davvero.
Cirò Rosso
Gaglioppo 80% · 12,5% vol
La versione base e la più bevibile. Frutto rosso, tannino sottile, si serve anche leggermente fresco. È il Cirò da tavola di tutti i giorni.
Rosso Classico
Solo zona storica
Stessi requisiti del rosso, ma le uve vengono solo dalla zona storica di Cirò e Cirò Marina. È il cuore della denominazione.
Superiore
13,5% vol al consumo
Uve più mature e resa più bassa. Corpo più pieno, alcol più alto, maggiore capacità di reggere il tempo in bottiglia.
Riserva
24 mesi minimo
Due anni prima di uscire. Il tannino si scioglie, arrivano note di macchia mediterranea, liquirizia e arancia sanguinella.
Cirò Bianco
Greco Bianco 80% · 11% vol
Salino, agrumato, con un finale ammandorlato. Il bianco meno «meridionale» che ci si aspetti: tagliente e adatto al pesce crudo.
Cirò Rosato
Gaglioppo 80% · 12,5% vol
Da Gaglioppo vinificato in bianco o con brevissima macerazione. Colore tenue, sapidità marcata: un rosato gastronomico, non da aperitivo.
Le cantine
Quattordici case di Cirò, tutte a catalogo
Dalla cooperativa storica al piccolo produttore biologico. Ogni nome porta alla pagina della cantina, con la sua storia e tutte le bottiglie disponibili.
Come si beve
Temperature, calici e attesa
Calice medio. Il rosso base guadagna molto servito sui 16 °C, quasi fresco: il tannino resta vivo e il frutto non si appesantisce.
Calice ampio e un'ora di caraffa per le annate giovani. Le Riserve reggono bene dai cinque ai dodici anni dalla vendemmia.
Non troppo freddo, o si perde la parte agrumata. Si beve nei primi due o tre anni, ma le versioni più strutturate invecchiano.
Da trattare come un bianco strutturato, non come un rosato d'aperitivo. Ottimo anche con un primo di pesce importante.
A tavola
Cosa mettere accanto a una bottiglia di Cirò
Gli abbinamenti più riusciti restano quelli di casa. Molti degli ingredienti che seguono sono nel nostro reparto di prodotti calabresi.
Rosso e Classico
- Pasta con la 'nduja e ricotta salata
- Capretto al forno con patate
- Salsiccia calabrese piccante
- Pecorino crotonese di media stagionatura
Superiore e Riserva
- Agnello alle erbe della Sila
- Brasati e stracotti
- Caciocavallo silano stagionato
- Selvaggina da penna
Bianco
- Alici marinate e sardella
- Tonno di Calabria sott'olio
- Spaghetti con le vongole
- Fritture di paranza
Rosato
- Pesce spada alla ghiotta
- Melanzane ripiene
- Pizza con la 'nduja
- Antipasti misti di terra
Domande frequenti
Quello che ci chiedono in enoteca
Che vitigno è il Cirò?
Che differenza c'è fra Classico, Superiore e Riserva?
Cos'è il Cirò Classico DOCG?
Quanto invecchia un Cirò?
Quanto costa una buona bottiglia di Cirò?
Spedite il Cirò in tutta Italia?
Tutti i vini di Cirò
Rosso, bianco e rosato delle quattordici cantine, con disponibilità e prezzi aggiornati.
Vai alla selezioneHai un locale?
Costruiamo insieme la sezione calabrese della tua carta dei vini, con i margini giusti e la disponibilità garantita.
Fornitura Ho.Re.Ca.