Solenero Calabria Rosso IGP 2025 – Spadafora
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Solenero Calabria Rosso IGP 2025

Spadafora

Il rosso di Spadafora da servire freddo, a 10-12 °C: il nome richiama l'eclissi, quando il sole smette di scaldare, come un rosso che invece di riscaldare rinfresca. Magliocco e Merlot ad alberello a sud di Cosenza, con criomacerazione per tenere i tannini morbidi, sei mesi in acciaio e 30.000 bottiglie. Rubino intenso con riflessi violacei, ciliegia, ribes e lamponi, sorso morbido con tannino appena accennato. 12,5% vol. Ottimo fuoripasto, con piatti di pesce e salumi calabresi.

9,30 €
iva inclusa

 

Solenero è il rosso che Spadafora pensa per essere servito freddo. Il nome viene dall'immagine dell'eclissi solare: quando la luna copre il sole, i suoi raggi smettono di scaldare. Allo stesso modo un rosso servito freddo non riscalda, ma rinfresca. È un vino giovane e morbido, da bere a 10-12 °C.

CARATTERISTICHE ORGANOLETTICHE

  • Il colore è un rosso rubino di sontuosa intensità, con un riflesso violaceo in gioventù.
  • Al naso è fruttato e intenso, con netti sentori di ciliegia, ribes e lamponi.
  • In bocca è morbido, con un tannino delicato, appena accennato, e un'acidità piacevolmente contenuta: elegante e fine, un rosso giovane e moderno. Grado alcolico 12,5% vol.

ABBINAMENTI GASTRONOMICI

È un ottimo fuoripasto. A tavola l'abbinamento ideale è con i piatti di pesce – tonno scottato, pesce spada alla griglia – ma sta bene anche con i salumi della tradizione calabrese, come soppressata e capocollo.

Si serve fresco, a 10-12 °C.

IL TERRITORIO E I VITIGNI

Le uve hanno una provenienza collinare, in una zona particolarmente vocata a sud di Cosenza, alla confluenza tra i fiumi Crati e Busento. Il vino nasce da una combinazione equilibrata di Magliocco e Merlot, allevati tradizionalmente ad alberello con una resa ridotta volutamente a 80 quintali per ettaro.

VINIFICAZIONE E AFFINAMENTO

La vendemmia si svolge da fine settembre a metà ottobre. Dopo diraspatura e pressatura soffice, le uve passano per una criomacerazione, cioè una macerazione a temperature molto basse: serve a separare i tannini più duri e a esaltare gli aromi varietali e le componenti più morbide.

La fermentazione avviene esclusivamente in acciaio a temperatura controllata; il vino affina sei mesi in acciaio e poi in bottiglia, per diventare più morbido e rotondo. Ne vengono prodotte 30.000 bottiglie.

SOLENERO O PEPEROSSO?

Sono i due rossi di Spadafora da servire freschi, a 10-12 °C, ed entrambi nascono da Magliocco e Merlot. Il Solenero è quello da pesce: più leggero (12,5% vol), con il tannino appena accennato. Il Peperosso è quello da cucina piccante calabrese, 'nduja e salumi piccanti in testa: il vino ufficiale dell'Accademia Italiana del Peperoncino.

PREMI E RICONOSCIMENTI

Il Solenero è attenzionato dalle principali guide di settore – Gambero Rosso, Luca Maroni, Paolo Massobrio, Vitae AIS, Bibenda FIS, Veronelli – con valutazioni lusinghiere, e ha ottenuto il WineHunter Award nel 2019 e nel 2020.

LA CANTINA

Spadafora nasce nel 1915 a Donnici, sulle colline a sud di Cosenza, ed è oggi alla quarta generazione. Dal 1991 la produzione è a Mangone; fra vigneti di proprietà e uve conferite dai produttori della zona la cantina lavora circa 40 ettari.

Formato
cl. 75
Provenienza
Calabria
Annata
2025
Tipologia
Magliocco
Merlot
Classificazione
Calabria IGP
Abbinamenti
Aperitivo
Pesce
Primi leggeri
Salumi
F194

DAL 1915, SULLE COLLINE DI DONNICI

La Cantina Spadafora nasce nel 1915 a Donnici, un paese sulle colline a sud di Cosenza, quando Ippolito Spadafora si avvicina al mondo del vino iniziando il commercio di vini sfusi tipici del territorio. Da allora quattro generazioni della famiglia hanno legato il proprio nome all'enologia calabrese.

LA SVOLTA DEL 1968

Il passaggio decisivo arriva con Domenico Spadafora, figlio di Ippolito. Vista l'evoluzione del mercato, sceglie una strada nuova: lascia la vendita tradizionale di vino sfuso, realizza una piccola cantina e comincia a imbottigliare i vini tipici, distribuendoli su tutto il territorio regionale. È il momento in cui l'azienda smette di essere un commercio e diventa un produttore.

IL TRASFERIMENTO A MANGONE

Nel 1991 la produzione si sposta da Donnici a Mangone, in una struttura nuova pensata per unire tradizione e tecnologia. L'area complessiva è di 20.000 metri quadrati, di cui 3.000 coperti, ed è suddivisa in tre zone distinte: vinificazione, imbottigliamento, stoccaggio con affinamento del prodotto finito.

I VIGNETI E IL LEGAME CON IL TERRITORIO

La cantina è il punto di riferimento dei produttori della zona di Donnici, legati da anni di collaborazione e dal conferimento delle proprie uve. Queste si aggiungono a quelle dei vigneti di proprietà, per un totale di circa 40 ettari.

Donnici, che è stata una DOC autonoma, è oggi una delle sette sottozone della DOP Terre di Cosenza, insieme a Pollino, Verbicaro, Esaro, Colline del Crati, Condoleo e San Vito di Luzzi: è la denominazione sotto cui escono oggi i vini dell'area.

COME SI LAVORA IN CANTINA

La vinificazione avviene per spremitura soffice delle uve, accuratamente selezionate, con le temperature di fermentazione costantemente controllate per estrarre gli aromi varietali primari. L'affinamento avviene sia in acciaio sia in legno: i vini più importanti riposano in barrique di rovere francese per un periodo che varia dai sei ai dodici mesi, prima dell'imbottigliamento.

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